http://www.zenit.org/article-9648?l=italian
ZI07012110 - 21/01/2007
Permalink: http://www.zenit.org/article-9648?l=italian
La contraccezione è un “male minore” rispetto all’aborto?
ROMA, domenica, 21 gennaio 2007 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito per la rubrica di Bioetica la risposta alla domanda di una lettrice da parte del dottor Renzo Puccetti, Specialista in Medicina Interna e Segretario del Comitato “Scienza & Vita” di Pisa-Livorno.
* * *
Perché la Chiesa si oppone costantemente all’uso dei contraccettivi? Anche considerandolo un male, non potrebbe soggiacere alla regola del “male minore”, rispetto all’aborto, conseguenza di una gravidanza non desiderata?
C. S.
La domanda chiama in causa considerazioni che non possono trovare esausistiva soddisfazione in questo ambito. Con i limiti di spazio imposti è solo possibile accennare alcuni elementi di riflessione. Nell’insegnamento della Chiesa Cattolica la dignità e la grandezza del rapporto sessuale risiedono nell’effetto unitivo dell’uomo e della donna, espressione di una donazione reciproca totale e gratuita e nell’apertura di tale rapporto a farsi collaboratori di Dio, sorgente della vita. Laddove questi elementi non sono armonicamente presenti l’altro diventa mero oggetto fruibile per il godimento personale. A ben vedere però una tale reificazione non può far altro che essere degradante sia per chi la compie che per chi la subisce (per un ampia trattazione della questione vedi Carlo Caffarra, Creati per Amare, Cantagalli Editore, 2006).
Il cardinale Ratzinger nel descrivere il sesto comandamento così commentava: “La versione originaria di questo comandamento nell’Antico Testamento suona in questo modo: «Non commettere adulterio» (Es 20,14; Dt 5,18). […] Questo è il cuore del comandamento. Non in un contatto occasionale, ma nel contesto di un sì reciproco di due persone che così, implicitamente, pronunciano anche un sì ai figli, nel matrimonio, quindi, la sessualità può avere la sua dignità e grandezza umana. Solo lì lo spirito si fa corporeità e i sensi spiritualità. Qui si realizza quella che abbiamo definito l’essenza dell’uomo, la sua funzione di ponte, che fonde i due estremi della creazione, che solo così si possono reciprocamente conferire grandezza e dignità” (Joseph Ratzinger. Dio e il Mondo, Edizioni San Paolo, 2001, pag. 155).
In effetti la cultura contraccettiva è uno dei tentacoli ideologici che si dipartono dal corpo dei cosiddetti diritti riproduttivi, che prevedono il completo disaccoppiamento della realtà ontologicamente stabilita sessualità-procreazione. Quest’ultima è vista come un evento morboso quando non possiede specifici requisiti, il bambino deve essere desiderato (wanted), programmato (timed), sano (healthy) e, grazie ai progressi che già si intravedono nel campo delle tecniche di manipolazione genetica, su misura (designed). In tale prospettiva la contraccezione è pilastro indispensabile. Per facilitarne la diffusione anche in ambienti non a priori favorevoli non si disdegna di usare un argomento definibile “contraccettismo pro-life”, la contraccezione presentata come alleata della vita. In definitiva si tratta di un sillogismo Aristotelico: la contraccezione previene le gravidanze indesiderate, le gravidanze indesiderate esitano con elevata probabilità in un aborto, ergo la contraccezione evita il ricorso all’aborto. Gran parte della forza di tale argomento si fonda sulla plausibilità. In effetti in tale proposizione vi sono elementi di verità, ma, come si dice, la menzogna più insidiosa è quella che contiene un fondo di verità.
Può essere sorprendente per alcuni vedere anticipati nell’enciclica Evangelium Vitae, pubblicata nel 1995, concetti che troveranno conferma nei dati di letteratura medico-scientifica degli anni successivi. Scrive infatti Giovanni Paolo II: “Si afferma frequentemente che la contraccezione, resa sicura e accessibile a tutti, è il rimedio più efficace contro l'aborto. Si accusa poi la Chiesa cattolica di favorire di fatto l'aborto perché continua ostinatamente a insegnare l'illiceità morale della contraccezione. L'obiezione, a ben guardare, si rivela speciosa. Può essere, infatti, che molti ricorrano ai contraccettivi anche nell'intento di evitare successivamente la tentazione dell'aborto. Ma i disvalori insiti nella «mentalità contraccettiva» — ben diversa dall'esercizio responsabile della paternità e maternità, attuato nel rispetto della piena verità dell'atto coniugale — sono tali da rendere più forte proprio questa tentazione, di fronte all'eventuale concepimento di una vita non desiderata. ” (Evangelim Vitae n. 13; 25 Marzo 1995).
L’esempio più cristallino del realizzarsi di quanto denunciato dal Santo padre è offerto dai dati francesi. Secondo un’indagine INED, l’Istituto Nazionale Francese di Studi Demografici, le donne che non desiderano una gravidanza e che usano un metodo contraccettivo erano il 52% nel 1978 e sono cresciute fino a diventare l’82% nel 2000. Come conseguenza le gravidanze non desiderate sono in effetti diminuite, scendendo dal 46 al 33%, ma l’aborto è rimasto costante (oltre 210.000 aborti nel 2004). Questo è avvenuto perché è aumentata la proporzione delle gravidanze indesiderate che esitano nell’aborto, cresciuta dal 41 al 62%. Gli esperti parlano di “paradosso francese”.
In realtà non si tratta di un caso isolato, eccezione, ad una legge generalmente valida. I paradossi sono offerti anche da paesi come il Giappone dove, di fronte ad un sostanziale quadro di stabilità quali-quantitativa della contraccezione, in trent’anni il tasso di abortività si è praticamente dimezzato (Sato, 2006). Negli Stati USA dove l’impiego della pillola contraccettiva è maggiore non si realizza alcuna riduzione del tasso di abortività (dati CDC); analogamente la riduzione del tasso di abortività USA nel periodo 1982-2002 non è stata coerente con le variazioni del ricorso alla contraccezione verificatesi nello stesso periodo (Mosher 2004).
I più recenti dati ONU sulla contraccezione mostrano come benché in Italia i metodi contraccettivi definiti moderni siano usati dal 38,9% delle donne contro l’81% delle donne inglesi (UN; World Contraceptive Use 2005), i tassi di abortività sono risultati negli anni esaminati il 9,7 e il 17 ogni mille donne in età fertile, rispettivamente in Italia e Inghilterra. Nel tentativo di rintuzzare questo genere di obiezioni alcuni hanno tentato di spiegare l’assenza di un trend temporale inverso contraccezione/aborto sulla base della cosiddetta “transizione demografica”, cioè il passaggio da una società con numerosi figli, ad una in cui è diffuso il desiderio di limitare le nascite. Secondo alcuni autori vi sarebbe un momento in cui la diffusione della contraccezione non riuscirebbe a soddisfare l’intera domanda di contenimento delle nascite, parte della quale sarebbe evasa mediante l’aborto (Marston, 2003).
A smentire tale tesi sono i casi della Francia, dell’Inghilterra, dell’Italia, degli USA, del Giappone in cui la transizione demografica si è realizzata precedentemente al periodo di osservazione. Potremmo continuare con numerosi altri esempi che confermano anche a livello scientifico il pensiero del Papa. In definitiva, anche i più entusiasti assertori della contraccezione ammettono che la vagheggiata perfetta società contraccettiva è una chimera e contraccezione e aborto sono un unico elemento diadico per il controllo delle nascite. Numerosi e purtroppo meno noti fattori interferiscono con la tendenza a ricorrere all’aborto di una determinata popolazione, ma forse sarà possibile trattare questo argomento in una prossima occasione.
[I lettori sono invitati a porre domande sui differenti temi di bioetica scrivendo all’indirizzo: bioetica@zenit.org. Si prega di indicare il nome, le iniziali del cognome e la città di provenienza]
ARTICOLI PER DISSUADERE LE DONNE AD ABORTIRE E ARTICOLI CHE INDICANO I METODI CONTRACCETTIVI E ARTICOLI CHE SPIEGANO QUESTO IN TERMINI CRISTIANI.
Visualizzazione post con etichetta contraccezione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta contraccezione. Mostra tutti i post
mercoledì 16 gennaio 2008
LA CONTRACCEZIONE D'EMERGENZA
Cos' è la contraccezione d' emergenza ?
Per "contraccezione d' emergenza" si intende far ricorso ad un metodo contraccettivo occasionale che abbia la capacità di evitare una gravidanza in una situazione d' emergenza che potrebbe verificarsi in seguito ad un rapporto sessuale non protetto da altri metodi contraccettivi, o in seguito a fallimento di altro metodo contraccettivo (ad esempio in seguito a rottura di profilattico).
Tale metodo , detto anche "la pillola del giorno dopo" (appunto per definire il significato del tutto occasionale), consiste nell' assunzione di 2 pillole contenenti ciascuna 750 mcg di un ormone progestinico (levonorgestrel), da prendere in una unica somministrazione, entro un tempo massimo di 72 ore dal rapporto sessuale.
I prodotti in vendita in Italia, aventi questa composizione e indicazione, sono due: Norlevo (Angelini) e Levonelle (Schering).
Un metodo contraccettivo d' emergenza alternativo, ma meno utilizzato, può consistere nell' applicazione in utero di una spirale (I.U.D.) entro un tempo massimo di 5 giorni dal rapporto.
Come funziona?
Qualora il rapporto sessuale si sia verificato nei giorni precedenti l' ovulazione, l' assunzione delle due pillole di progestinico sono efficaci nel bloccare l' ovulazione.
Se invece l' ovulazione è già avvenuta, la pillola del giorno dopo può agire sull' endometrio (la parete interna dell' utero su cui si impianta la gravidanza) impedendo l' impianto dell' ovulo eventualmente fecondato.
Qualora invece al momento dell' assunzione del farmaco la gravidanza fosse già impiantata nell' utero, la pillola del giorno dopo non sarebbe più efficace nell' interrompere la gravidanza. Tale circostanza potrebbe verificarsi o in caso di assunzione troppo tardiva del farmaco, o per un concepimento derivante da un altro rapporto avvenuto in epoca antecedente.
Quando si può prendere la pillola del giorno dopo?
La pillola del giorno dopo va presa entro al massimo 72 ore dal rapporto.
Quanto prima si prende la pillola più è elevata l' efficacia nell' evitare la gravidanza. Dopo aver assunto la prima pillola, la seconda va presa dopo 12 ore.
Quanto è efficace la pillola del giorno dopo?
La sua efficacia è tanto più alta, quanto minore è il tempo trascorso dal rapporto sessuale non protetto. L' efficacia è massima (superiore al 95%) se assunta entro le 24 ore dal rapporto e diminuisce fino ad annullarsi oltre le 72 ore di intervallo.
Si può prendere in qualsiasi giorno del ciclo?
Tenuto conto che è pressoché impossibile individuare con certezza in ogni ciclo quando si verifica l' ovulazione, se si vuole avere la massima probabilità di evitare una gravidanza può essere indicato il ricorso alla pillola del giorno dopo in qualsiasi momento del ciclo.
Vi sono controindicazioni alla pillola del giorno dopo?
Non vi sono controindicazioni, tenendo conto anche dell' utilizzo del tutto occasionale, sporadico, in dosi limitate e per breve durata.
Ovviamente va esclusa l' esistenza di una gravidanza (insorta eventualmente già in precedenza e finora ancora non nota). In tale circostanza peraltro la pillola del giorno dopo sarebbe inutile ed inefficace.
Vi sono effetti secondari all' uso della pillola del giorno dopo?
Quando fino ad alcuni anni fa per contraccezione d' emergenza si utilizzavano pillole contenenti oltre al progestinico anche dosi più elevate di estrogeni, potevano verificarsi nei giorni durante e successivamente all' assunzione del farmaco diversi effetti secondari: nausea, vomito, cefalea, tensione mammaria, perdite ematiche genitali, talora a carattere metrorragico.
I farmaci attualmente utilizzati, consistenti in sole 2 pillole contenenti ognuna 750 mcg di progestinico, possono comportare effetti secondari nettamente inferiori, spesso del tutto irrilevanti.
Sono possibili interferenze di altri farmaci sulla pillola del giorno dopo, con conseguente riduzione di efficacia di quest' ultima?
Esiste la possibilità che alcuni farmaci anticonvulsivanti o antiepilettici, come anche alcuni antibiotici, possano interferire con la pillola del giorno dopo, con conseguente riduzione d' efficacia di essa.
Cosa fare in caso di vomito dopo l' assunzione della pillola del giorno dopo?
Il vomito come effetto secondario della pillola del giorno dopo è abbastanza raro. Nell' eventualità comunque di un episodio di vomito nelle ore successive all' assunzione del farmaco (potrebbe anche trattarsi di vomito dipendente da altri motivi indipendenti dal farmaco) è opportuno assumere subito un' altra pillola.
La pillola del giorno dopo ha efficacia anche per eventuali rapporti fino alla mestruazione successiva?
L' assunzione della pillola del giorno dopo è efficace solo per quel singolo rapporto e non può evitare una eventuale gravidanza derivante da rapporti avvenuti in giorni ancora precedenti o successivi.
Pertanto, dopo l' uso della pillola del giorno dopo, in caso di rapporti sessuali prima della comparsa della mestruazione è doveroso far ricorso ad altri metodi contraccettivi.
Quanti giorni dopo l' assunzione della pillola del giorno dopo si verifica la mestruazione?
La comparsa della mestruazione successivamente all' uso della pillola del giorno dopo si verifica senza grandi variazioni in anticipo o ritardo rispetto alla data prevista. Se comunque si verifica un ritardo significativo (5-7 giorni), tenuto conto della efficacia non assoluta, è consigliabile fare un test di gravidanza.
La mestruazione che compare dopo l' assunzione della pillola del giorno dopo è diversa dalle altre?
Spesso può essere un pò più abbondante.
Cosa fare se la mestruazione dopo l' assunzione della pillola del giorno dopo è anormale o non compare?
Se la mestruazione dopo l' assunzione della pillola del giorno dopo non compare o è diversa dal solito (più scarsa o di durata più breve) è consigliabile fare un test per accertare una eventuale gravidanza.
Si può usare la pillola del giorno dopo come metodo contraccettivo di routine?
Assolutamente no. Innanzitutto l' efficacia della pillola del giorno dopo è valida solo per un tempo di poche ore o giorni; pertanto non sarebbe efficace per più rapporti in giorni diversi del ciclo. D' altra parte sarebbe del tutto inopportuno l' uso ripetuto della pillola del giorno dopo per più volte nello stesso ciclo, date le irregolarità del ciclo che ne deriverebbero. D' altra parte l' uso della normale pillola contraccettiva sarebbe più sicuro, meno problematico e (cosa non irrilevante) meno costoso.
Quando si può iniziare l' uso di un metodo contraccettivo dopo l' assunzione della pillola del giorno dopo?
Qualora si volesse utilizzare in futuro la pillola contraccettiva, l' uso di questa può essere iniziato con l' inizio della mestruazione successiva. Eventuali metodi contraccettivi, di barriera (profilattico) o la spirale (se non contoindicata) possono essere utilizzati fin da subito.
http://www.gyneconline.net/faqpilloladelgiornodopo.htm
Per "contraccezione d' emergenza" si intende far ricorso ad un metodo contraccettivo occasionale che abbia la capacità di evitare una gravidanza in una situazione d' emergenza che potrebbe verificarsi in seguito ad un rapporto sessuale non protetto da altri metodi contraccettivi, o in seguito a fallimento di altro metodo contraccettivo (ad esempio in seguito a rottura di profilattico).
Tale metodo , detto anche "la pillola del giorno dopo" (appunto per definire il significato del tutto occasionale), consiste nell' assunzione di 2 pillole contenenti ciascuna 750 mcg di un ormone progestinico (levonorgestrel), da prendere in una unica somministrazione, entro un tempo massimo di 72 ore dal rapporto sessuale.
I prodotti in vendita in Italia, aventi questa composizione e indicazione, sono due: Norlevo (Angelini) e Levonelle (Schering).
Un metodo contraccettivo d' emergenza alternativo, ma meno utilizzato, può consistere nell' applicazione in utero di una spirale (I.U.D.) entro un tempo massimo di 5 giorni dal rapporto.
Come funziona?
Qualora il rapporto sessuale si sia verificato nei giorni precedenti l' ovulazione, l' assunzione delle due pillole di progestinico sono efficaci nel bloccare l' ovulazione.
Se invece l' ovulazione è già avvenuta, la pillola del giorno dopo può agire sull' endometrio (la parete interna dell' utero su cui si impianta la gravidanza) impedendo l' impianto dell' ovulo eventualmente fecondato.
Qualora invece al momento dell' assunzione del farmaco la gravidanza fosse già impiantata nell' utero, la pillola del giorno dopo non sarebbe più efficace nell' interrompere la gravidanza. Tale circostanza potrebbe verificarsi o in caso di assunzione troppo tardiva del farmaco, o per un concepimento derivante da un altro rapporto avvenuto in epoca antecedente.
Quando si può prendere la pillola del giorno dopo?
La pillola del giorno dopo va presa entro al massimo 72 ore dal rapporto.
Quanto prima si prende la pillola più è elevata l' efficacia nell' evitare la gravidanza. Dopo aver assunto la prima pillola, la seconda va presa dopo 12 ore.
Quanto è efficace la pillola del giorno dopo?
La sua efficacia è tanto più alta, quanto minore è il tempo trascorso dal rapporto sessuale non protetto. L' efficacia è massima (superiore al 95%) se assunta entro le 24 ore dal rapporto e diminuisce fino ad annullarsi oltre le 72 ore di intervallo.
Si può prendere in qualsiasi giorno del ciclo?
Tenuto conto che è pressoché impossibile individuare con certezza in ogni ciclo quando si verifica l' ovulazione, se si vuole avere la massima probabilità di evitare una gravidanza può essere indicato il ricorso alla pillola del giorno dopo in qualsiasi momento del ciclo.
Vi sono controindicazioni alla pillola del giorno dopo?
Non vi sono controindicazioni, tenendo conto anche dell' utilizzo del tutto occasionale, sporadico, in dosi limitate e per breve durata.
Ovviamente va esclusa l' esistenza di una gravidanza (insorta eventualmente già in precedenza e finora ancora non nota). In tale circostanza peraltro la pillola del giorno dopo sarebbe inutile ed inefficace.
Vi sono effetti secondari all' uso della pillola del giorno dopo?
Quando fino ad alcuni anni fa per contraccezione d' emergenza si utilizzavano pillole contenenti oltre al progestinico anche dosi più elevate di estrogeni, potevano verificarsi nei giorni durante e successivamente all' assunzione del farmaco diversi effetti secondari: nausea, vomito, cefalea, tensione mammaria, perdite ematiche genitali, talora a carattere metrorragico.
I farmaci attualmente utilizzati, consistenti in sole 2 pillole contenenti ognuna 750 mcg di progestinico, possono comportare effetti secondari nettamente inferiori, spesso del tutto irrilevanti.
Sono possibili interferenze di altri farmaci sulla pillola del giorno dopo, con conseguente riduzione di efficacia di quest' ultima?
Esiste la possibilità che alcuni farmaci anticonvulsivanti o antiepilettici, come anche alcuni antibiotici, possano interferire con la pillola del giorno dopo, con conseguente riduzione d' efficacia di essa.
Cosa fare in caso di vomito dopo l' assunzione della pillola del giorno dopo?
Il vomito come effetto secondario della pillola del giorno dopo è abbastanza raro. Nell' eventualità comunque di un episodio di vomito nelle ore successive all' assunzione del farmaco (potrebbe anche trattarsi di vomito dipendente da altri motivi indipendenti dal farmaco) è opportuno assumere subito un' altra pillola.
La pillola del giorno dopo ha efficacia anche per eventuali rapporti fino alla mestruazione successiva?
L' assunzione della pillola del giorno dopo è efficace solo per quel singolo rapporto e non può evitare una eventuale gravidanza derivante da rapporti avvenuti in giorni ancora precedenti o successivi.
Pertanto, dopo l' uso della pillola del giorno dopo, in caso di rapporti sessuali prima della comparsa della mestruazione è doveroso far ricorso ad altri metodi contraccettivi.
Quanti giorni dopo l' assunzione della pillola del giorno dopo si verifica la mestruazione?
La comparsa della mestruazione successivamente all' uso della pillola del giorno dopo si verifica senza grandi variazioni in anticipo o ritardo rispetto alla data prevista. Se comunque si verifica un ritardo significativo (5-7 giorni), tenuto conto della efficacia non assoluta, è consigliabile fare un test di gravidanza.
La mestruazione che compare dopo l' assunzione della pillola del giorno dopo è diversa dalle altre?
Spesso può essere un pò più abbondante.
Cosa fare se la mestruazione dopo l' assunzione della pillola del giorno dopo è anormale o non compare?
Se la mestruazione dopo l' assunzione della pillola del giorno dopo non compare o è diversa dal solito (più scarsa o di durata più breve) è consigliabile fare un test per accertare una eventuale gravidanza.
Si può usare la pillola del giorno dopo come metodo contraccettivo di routine?
Assolutamente no. Innanzitutto l' efficacia della pillola del giorno dopo è valida solo per un tempo di poche ore o giorni; pertanto non sarebbe efficace per più rapporti in giorni diversi del ciclo. D' altra parte sarebbe del tutto inopportuno l' uso ripetuto della pillola del giorno dopo per più volte nello stesso ciclo, date le irregolarità del ciclo che ne deriverebbero. D' altra parte l' uso della normale pillola contraccettiva sarebbe più sicuro, meno problematico e (cosa non irrilevante) meno costoso.
Quando si può iniziare l' uso di un metodo contraccettivo dopo l' assunzione della pillola del giorno dopo?
Qualora si volesse utilizzare in futuro la pillola contraccettiva, l' uso di questa può essere iniziato con l' inizio della mestruazione successiva. Eventuali metodi contraccettivi, di barriera (profilattico) o la spirale (se non contoindicata) possono essere utilizzati fin da subito.
http://www.gyneconline.net/faqpilloladelgiornodopo.htm
Etichette:
contraccezione,
emergenza
CONTRACCEZIONE ORMONALE IN DIVERSA FORMA
http://www.saperidoc.it/ques_403.html
La pillola anticoncezionale ha portato una sorta di rivoluzione nella sfera sessuale, aiutando le donne a evitare gravidanze indesiderate, ma contemporaneamente ha imposto un appuntamento quotidiano. Infatti le donne devono ‘puntare la sveglia’ ogni giorno per ricordare la ‘pillola’, con tutte le ansie e le preoccupazioni di una possibile dimenticanza. Per questo da qualche tempo, accanto alla formulazione orale, sono disponibili contraccettivi ormonali che sfruttano altre vie di somministrazione. Le donne possono dunque scegliere, sulla base delle loro esigenze, se continuare con la pillola giornaliera oppure affidarsi a un cerotto da cambiare una volta alla settimana, a un anello vaginale da sostituire dopo tre settimane, a una iniezione da fare ogni mese o a un impianto sottocutaneo che dura qualche anno. Essendo formulazioni a base di ormoni - estrogeni e progestinici o solo progestinici - le controindicazioni e gli effetti indesiderati sono spesso simili a quelli della ‘pillola’, ma ci sono altri elementi da considerare per una scelta adeguata. E’ quindi importante parlare con il proprio medico per valutare insieme il metodo contraccettivo migliore rispetto alle proprie esigenze.
Sulla base delle informazioni a disposizione è stata realizzata una tabella riassuntiva delle diverse opzioni contraccettive ormonali, orali e non, allegata in fondo alla pagina.
Cerotti contraccettivi
Sono simili a un normale cerotto, di forma quadrata di circa 2 cm di lato. Il cerotto va applicato sulla pelle nella parte interna del braccio, sul torace (escludendo il seno), sulla parte alta della schiena, sull’addome o sulle natiche. Deve essere cambiato ogni settimana per tre settimane consecutive al mese, avendo cura di sostituirlo lo stesso giorno della settimana (quindi ad esempio, se si applica la prima volta di martedì va sostituito il martedì successivo). La quarta settimana deve essere sospeso.
Il cerotto contraccettivo funziona rilasciando ormoni (estrogeni e progestinici) nel circolo sanguigno non attraverso la bocca, come la classica ‘pillola’, ma attraverso la pelle. Ha le stesse controindicazioni della pillola orale e anche gli effetti indesiderati sono simili a quelli della pillola, ma sono più frequenti i casi di tensione al seno, di perdite di sangue fra due mestruazioni e di dolori mestruali. Inoltre, circa 1 donna su 5 si lamenta di irritazioni sulla pelle. Per quanto riguarda la sua efficacia, le stime indicano che in media si verificano ogni anno 1-2 gravidanze ogni 100 donne che ne fanno uso. Il rischio di gravidanze indesiderate aumenta in donne che pesano più di 90 chilogrammi.
Il suo costo è superiore a quello della pillola.
Con un occhio all’ambiente. Dopo avere usato il cerotto, si consiglia di sigillarlo nel supporto adesivo incluso nella confezione e buttarlo nella spazzatura oppure riportarlo in farmacia. Infatti parte degli ormoni resta nel cerotto e, attraverso la rete fognaria, potrebbe inquinare le acque.
Anelli vaginali
Si tratta di anelli di plastica flessibili da posizionare in vagina: qui rilasciano ormoni (estrogeni e progestinici) che vengono assorbiti dalla mucosa vaginale. L‘azione contraccettiva è simile a quella della ‘pillola’, ma per la modalità di somministrazione (attraverso la mucosa vaginale) si evita il passaggio attraverso lo stomaco e il fegato e, quindi, il livello di ormoni mantiene una maggiore costanza nel tempo.
La sua efficacia nell’impedire gravidanze indesiderate è paragonabile a quello della ‘pillola’. E’ la donna a posizionare l’anello in vagina entro il 5º giorno di un ciclo. La sua azione dura tre settimane, dopo di che deve essere rimosso e si deve attendere una settimana prima di introdurne uno nuovo.
Gli anelli vaginali contraccettivi sembrano essere ben tollerati; controindicazioni e possibili complicazioni rimangono le stesse dei contraccettivi orali combinati, così come le interazioni con altri farmaci. In circa 4% dei casi le donne hanno lamentato fastidi legati alla presenza dell’anello (fra cui sensazione di corpo estraneo, problemi legati al coito o espulsione dell’anello): questi fastidi sono la principale causa di abbandono di questo metodo contraccettivo.
Iniezioni contraccettive con soli progestinici
E’ un metodo altamente efficace, che può essere usato anche durante l’allattamento (ma non prima di 6 settimane dal parto). Le iniezioni vanno ripetute ogni 2 o 3 mesi a seconda del tipo di iniezione scelta. Poiché l’uso di soli progestinici può portare a una riduzione della densità minerale ossea, esistono riserve sul suo impiego in donne di età inferiore a 18 anni o superiore a 45 anni e per chi è a rischio di osteoporosi. Dopo aver sospeso le iniezioni sono necessari in media 6-7 mesi per la ripresa dell’ovulazione e quindi della fertilità.
I principali effetti collaterali sono: sanguinamenti irregolari, aumento di peso, cefalea, depressione
Iniezioni contraccettive con estrogeni + progestinici
Non ancora in commercio in Italia. E’ un metodo altamente efficace. L’iniezione intramuscolare va ripetuta una volta al mese. Una volta sospese le iniezioni, le donne tornano a essere fertili in breve tempo. Gli effetti collaterali includono sanguinamenti irregolari, che rappresentano la prima causa di abbandono di questo metodo contraccettivo, ma anche aumento di peso. Al momento per questo contraccettivo vengono indicate le stesse controindicazioni della ‘pillola’.
Impianti sottocutanei
Possono essere sotto forma di bastoncini o di capsule e vengono inserite sottopelle dal medico con un piccolo intervento in anestesia locale. Sono a base di progestinici e quindi possono essere usati anche durante l’allattamento, ma non prima di 6 settimane dal parto.
La loro durata contraccettiva cambia a seconda del tipo di impianto scelto, ma si tratta di periodi lunghi, da 2 a 5 anni. Devono essere inseriti nella parte interna del braccio tramite un piccolo intervento in anestesia locale. Anche la rimozione deve essere effettuata dal medico con una piccola incisione. In alcuni casi la rimozione è stata dolorosa e complicata, ma questo problema è meno frequente con gli impianti di nuova produzione.
In Italia sono ancora poco diffusi e non sono molte le strutture sanitarie in cui sono in grado di inserirli. L’effetto contraccettivo comincia entro 24 ore dall’inserimento ed è reversibile immediatamente dopo la rimozione dell’impianto. Fra gli effetti collaterali più frequenti: sanguinamenti irregolari, cisti follicolari, cefalee, aumento di peso, acne, alterazioni dell’umore. Le controindicazioni sono le stesse delle iniezioni a base di progestinici.
http://www.saperidoc.it/ques_403.html
La pillola anticoncezionale ha portato una sorta di rivoluzione nella sfera sessuale, aiutando le donne a evitare gravidanze indesiderate, ma contemporaneamente ha imposto un appuntamento quotidiano. Infatti le donne devono ‘puntare la sveglia’ ogni giorno per ricordare la ‘pillola’, con tutte le ansie e le preoccupazioni di una possibile dimenticanza. Per questo da qualche tempo, accanto alla formulazione orale, sono disponibili contraccettivi ormonali che sfruttano altre vie di somministrazione. Le donne possono dunque scegliere, sulla base delle loro esigenze, se continuare con la pillola giornaliera oppure affidarsi a un cerotto da cambiare una volta alla settimana, a un anello vaginale da sostituire dopo tre settimane, a una iniezione da fare ogni mese o a un impianto sottocutaneo che dura qualche anno. Essendo formulazioni a base di ormoni - estrogeni e progestinici o solo progestinici - le controindicazioni e gli effetti indesiderati sono spesso simili a quelli della ‘pillola’, ma ci sono altri elementi da considerare per una scelta adeguata. E’ quindi importante parlare con il proprio medico per valutare insieme il metodo contraccettivo migliore rispetto alle proprie esigenze.
Sulla base delle informazioni a disposizione è stata realizzata una tabella riassuntiva delle diverse opzioni contraccettive ormonali, orali e non, allegata in fondo alla pagina.
Cerotti contraccettivi
Sono simili a un normale cerotto, di forma quadrata di circa 2 cm di lato. Il cerotto va applicato sulla pelle nella parte interna del braccio, sul torace (escludendo il seno), sulla parte alta della schiena, sull’addome o sulle natiche. Deve essere cambiato ogni settimana per tre settimane consecutive al mese, avendo cura di sostituirlo lo stesso giorno della settimana (quindi ad esempio, se si applica la prima volta di martedì va sostituito il martedì successivo). La quarta settimana deve essere sospeso.
Il cerotto contraccettivo funziona rilasciando ormoni (estrogeni e progestinici) nel circolo sanguigno non attraverso la bocca, come la classica ‘pillola’, ma attraverso la pelle. Ha le stesse controindicazioni della pillola orale e anche gli effetti indesiderati sono simili a quelli della pillola, ma sono più frequenti i casi di tensione al seno, di perdite di sangue fra due mestruazioni e di dolori mestruali. Inoltre, circa 1 donna su 5 si lamenta di irritazioni sulla pelle. Per quanto riguarda la sua efficacia, le stime indicano che in media si verificano ogni anno 1-2 gravidanze ogni 100 donne che ne fanno uso. Il rischio di gravidanze indesiderate aumenta in donne che pesano più di 90 chilogrammi.
Il suo costo è superiore a quello della pillola.
Con un occhio all’ambiente. Dopo avere usato il cerotto, si consiglia di sigillarlo nel supporto adesivo incluso nella confezione e buttarlo nella spazzatura oppure riportarlo in farmacia. Infatti parte degli ormoni resta nel cerotto e, attraverso la rete fognaria, potrebbe inquinare le acque.
Anelli vaginali
Si tratta di anelli di plastica flessibili da posizionare in vagina: qui rilasciano ormoni (estrogeni e progestinici) che vengono assorbiti dalla mucosa vaginale. L‘azione contraccettiva è simile a quella della ‘pillola’, ma per la modalità di somministrazione (attraverso la mucosa vaginale) si evita il passaggio attraverso lo stomaco e il fegato e, quindi, il livello di ormoni mantiene una maggiore costanza nel tempo.
La sua efficacia nell’impedire gravidanze indesiderate è paragonabile a quello della ‘pillola’. E’ la donna a posizionare l’anello in vagina entro il 5º giorno di un ciclo. La sua azione dura tre settimane, dopo di che deve essere rimosso e si deve attendere una settimana prima di introdurne uno nuovo.
Gli anelli vaginali contraccettivi sembrano essere ben tollerati; controindicazioni e possibili complicazioni rimangono le stesse dei contraccettivi orali combinati, così come le interazioni con altri farmaci. In circa 4% dei casi le donne hanno lamentato fastidi legati alla presenza dell’anello (fra cui sensazione di corpo estraneo, problemi legati al coito o espulsione dell’anello): questi fastidi sono la principale causa di abbandono di questo metodo contraccettivo.
Iniezioni contraccettive con soli progestinici
E’ un metodo altamente efficace, che può essere usato anche durante l’allattamento (ma non prima di 6 settimane dal parto). Le iniezioni vanno ripetute ogni 2 o 3 mesi a seconda del tipo di iniezione scelta. Poiché l’uso di soli progestinici può portare a una riduzione della densità minerale ossea, esistono riserve sul suo impiego in donne di età inferiore a 18 anni o superiore a 45 anni e per chi è a rischio di osteoporosi. Dopo aver sospeso le iniezioni sono necessari in media 6-7 mesi per la ripresa dell’ovulazione e quindi della fertilità.
I principali effetti collaterali sono: sanguinamenti irregolari, aumento di peso, cefalea, depressione
Iniezioni contraccettive con estrogeni + progestinici
Non ancora in commercio in Italia. E’ un metodo altamente efficace. L’iniezione intramuscolare va ripetuta una volta al mese. Una volta sospese le iniezioni, le donne tornano a essere fertili in breve tempo. Gli effetti collaterali includono sanguinamenti irregolari, che rappresentano la prima causa di abbandono di questo metodo contraccettivo, ma anche aumento di peso. Al momento per questo contraccettivo vengono indicate le stesse controindicazioni della ‘pillola’.
Impianti sottocutanei
Possono essere sotto forma di bastoncini o di capsule e vengono inserite sottopelle dal medico con un piccolo intervento in anestesia locale. Sono a base di progestinici e quindi possono essere usati anche durante l’allattamento, ma non prima di 6 settimane dal parto.
La loro durata contraccettiva cambia a seconda del tipo di impianto scelto, ma si tratta di periodi lunghi, da 2 a 5 anni. Devono essere inseriti nella parte interna del braccio tramite un piccolo intervento in anestesia locale. Anche la rimozione deve essere effettuata dal medico con una piccola incisione. In alcuni casi la rimozione è stata dolorosa e complicata, ma questo problema è meno frequente con gli impianti di nuova produzione.
In Italia sono ancora poco diffusi e non sono molte le strutture sanitarie in cui sono in grado di inserirli. L’effetto contraccettivo comincia entro 24 ore dall’inserimento ed è reversibile immediatamente dopo la rimozione dell’impianto. Fra gli effetti collaterali più frequenti: sanguinamenti irregolari, cisti follicolari, cefalee, aumento di peso, acne, alterazioni dell’umore. Le controindicazioni sono le stesse delle iniezioni a base di progestinici.
Iscriviti a:
Post (Atom)

